Il Piano di Trump, Putin e Xi: Un Mondo Diviso in Zone di Influenza di Dino Nicolia

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Le azioni condotte sullo scacchiere internazionale da Trump, Putin e Xi Jinping sembrano delineare un futuro in cui il mondo risulti diviso in tre distinti blocchi di influenza imperiale. Questa strategia prevede un’erosione dei principi del diritto internazionale e un indebolimento degli organismi multilaterali che da decenni cercano di promuovere la cooperazione globale e la pace tra le nazioni. Un simile scenario rappresenterebbe un preoccupante balzo indietro nella storia, richiamando alla mente epoche di tensioni geopolitiche e conflitti diretti tra grandi potenze. La divisione in aree di influenza non solo comprometterebbe le normative internazionali, ma potrebbe anche portare a una nuova era di rivalità e conflitti aperti, minando così le conquiste di pace e stabilità raggiunte dopo la seconda guerra mondiale. I popoli liberi dovrebbero opporsi a questa visione del mondo. Sarebbe fondamentale sostenere i principi di dialogo, cooperazione e rispetto reciproco tra le nazioni. Gli organismi multilaterali, come l’ONU e altre istituzioni regionali, devono essere rafforzati e riconosciuti come piattaforme vitali per la risoluzione dei conflitti e la promozione della giustizia globale. Occorre rimanere vigile di fronte a questi tentativi di ridisegnare gli equilibri di potere attraverso l’uso della forza e in modo unilaterale. Un’alleanza tra nazioni che condividono valori democratici, diritti umani e impegno per la pace sarebbe cruciale per contrastare le ambizioni imperiali di USA, Russia e Cina e per garantire un futuro di stabilità e prosperità condivisa. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile evitare un ritorno a una logica di confronto che ha caratterizzato i conflitti del passato. La logica del più forte, che mina le basi della comunità internazionale, va respinta per affermare il valore della diplomazia, della cooperazione e del rispetto reciproco tra le nazioni. È fondamentale promuovere un ordine internazionale basato su principi etici, sul rispetto dei diritti umani e sulle leggi condivise. Accettare come ineluttabile un approccio basato sulla logica del più forte non è soltanto un tradimento dei valori democratici, ma anche una scelta che avrà conseguenze devastanti per le generazioni future. Per questi motivi non bisognava giustificare l’invasione russa dell’Ucraina e non bisogna giustificare l’azione militare condotta dagli americani in Venezuela. Per quanto si possano ritenere validi i motivi che incitano tali iniziative, non bisogna sottovalutare le conseguenze che comportano sulla comunità internazionale. È quindi imprescindibile che i cittadini, i leader e le istituzioni di tutto il mondo si uniscano in una chiamata all’azione per costruire un futuro nel quale il dialogo, la solidarietà e la giustizia prevalgano sulla forza e sul cinismo economico. Solo così possiamo assicurare un mondo più equo e pacifico alle future generazioni.

 

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