Leuven: crocevia di riflessione strategico in Europa. L’appello di Draghi per un’Europa federale di Dino Nicolia

digiema
3 Min Read

La scorsa settimana, MEDin ha avuto l’onore di organizzare un evento significativo a Leuven, coincidente con un momento cruciale nella politica europea. Infatti, solo due giorni fa, l’ex presidente del Consiglio italiano ed ex presidente della banca centrale europea, Mario Draghi, ha ricevuto la laurea honoris causa, un riconoscimento che sottolinea il suo ruolo di leader nelle dinamiche continentali.
Durante il suo discorso, Draghi ha rilasciato un messaggio audace, affermando ciò che molti leader europei in carica esitano a dire: o federazione o rischiamo di diventare irrilevanti. È un avvertimento forte, che riflette una realtà inconfutabile. Quando l’Europa ha federato le sue forze in settori chiave come il commercio, la moneta e il mercato unico, ha ottenuto il peso necessario per trattare da pari con le grandi potenze mondiali, come gli Stati Uniti e la Cina. Grazie a queste alleanze, l’Europa ha potuto stipulare importanti accordi commerciali, ad esempio con India e Mercosur. Tuttavia, dove l’Unione Europea non ha ancora compiuto avanzamenti significativi, in particolare nei settori della difesa e della politica estera, il continente è percepito come un gruppo di stati di media grandezza, facilmente gestibili da attori esterni. Draghi ha evidenziato anche una novità preoccupante: gli Stati Uniti dichiarano apertamente che la frammentazione politica europea è funzionale ai propri interessi. Allo stesso tempo, la Cina continua a sostenere la propria crescita a spese di un’Europa debilitata e disunita, mentre la Russia testa costantemente i confini. In questo contesto, ogni forza politica che ostacola l’integrazione, che agita la sovranità nazionale come un feticcio, o che compromette la difesa comune, non sta difendendo il proprio paese. Al contrario, sta compiendo il gioco di chi desidera un’Europa debole, divisa e irrilevante. Draghi ha concluso con un monito chiaro: la sovranità che non si esercita in modo condiviso non è vera sovranità. È, piuttosto, un invito a farsi colonizzare. L’evento organizzato da MEDin a Leuven e le “Cene del Mediterraneo” a Matera assumono una risonanza ancora maggiore alla luce di queste dichiarazioni, ponendosi come piattaforma per un dialogo costruttivo e come testimonianza dell’importanza della cooperazione e della solidarietà tra i popoli del bacino Mediterraneo per un’Europa che dovrà mirare al federalismo per essere sempre più strategica sullo scacchiere internazionale.

Condividi