Iran: se il silenzio viene imposto, romperlo è una responsabilità di Pegah Moshir Pour

digiema
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Ci sono madri che non dormono, con il telefono accanto al cuscino aspettano un segnale.
Padri che camminano avanti e indietro contando minuti e distanze.
Nonne che stringono una foto e pregano.
Coppie ferme in un ultimo messaggio.

Apnea.

Sono diverse ore che Internet è spento. Diverse ore di attesa e paura.

Spegnere la rete è una violazione dei diritti umani.
Vengono negati il diritto alla comunicazione, all’informazione, alla sicurezza. I blackout digitali sono strumenti di repressione: isolano le persone, cancellano le prove, facilitano abusi e impunità.

Se il silenzio viene imposto, romperlo è una responsabilità.

Condividi, chiama in causa media e istituzioni, pretendi una presa di posizione ora.
Perché difendere i diritti digitali significa anche difendere vite umane.

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