L’impresa deve puntare sui capitali di rischio

digiema
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Il futuro dell’economia italiana passa dall’apertura delle imprese al capitale di rischio.

Il modello di sviluppo storicamente fondato sul debito bancario, oggi sempre più selettivo, va superato. Abbiamo sempre consigliato agli imprenditori di aprirsi al capitale di rischio dato che lo scenario economico è profondamente cambiato. Il punto di partenza sono i numeri della ricchezza privata: circa 12.000 miliardi, in gran parte concentrati in immobili e risparmio finanziario. Risorse che dovrebbero essere indirizzate maggiormente verso le imprese, soprattutto alla luce della struttura produttiva del Paese. Oltre il 98% delle aziende italiane è costituito da piccole e medie imprese e la produttività è cresciuta solo del 5%’. in 25 anni, contro il 25% registrato in Germania. Il nanismo aziendale resta così uno dei nodi centrali, aggravato da ostacoli culturali
e fiscali. Da un lato pesa una limitata cultura finanziaria e una tassazione che ha favorito strumenti come Bot e Cct: dall’altro la resistenza di una classe imprenditoriale spesso over 60, restia ad aprire il capitale per timore di perdere controllo e autonomia decisionale.

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