Siamo ancora in tempo! L’Europa si armi di coraggio per crescere e migliorare la sicurezza dei cittadini di Gianni Pittella

digiema
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Avevamo invocato saggezza e il vertice europeo di ieri ha evitato rotture e ha squadernato temi e iniziative unitarie che possono dare risposte positive sia pure non ambiziose .
L’Unione europea vive una fase di forte fragilità politica e strategica, aggravata dalle divergenze tra Francia e Germania, tradizionale motore dell’integrazione. Macron chiede un “reset” ambizioso dell’Europa (eurobond, preferenza europea, decisioni rapide anche con cooperazioni rafforzate), mentre Merz preferisce un approccio più prudente e centrato sulla competitività. Il risultato è una paralisi decisionale proprio mentre il contesto globale – segnato da Trump e Xi – impone scelte rapide e strutturali.

Il ritiro di Alden Biesen, promosso da Antonio Costa, doveva rilanciare l’azione europea, ma si è trasformato in un tentativo di ricucire il rapporto franco-tedesco. Emergono divisioni su strumenti chiave (debito comune, protezione del mercato, politica industriale) e una crescente sfiducia degli elettori, con l’avanzata dei partiti sovranisti in Francia e Germania. Il tempo diventa il vero nemico dell’UE.

Nonostante alcuni impegni concreti (tabella di marcia a marzo, misure su mercato unico, industria, finanza), manca una visione politica forte e soprattutto uno strumento finanziario comune adeguato. Senza una svolta, il rischio non è solo il “lento declino” evocato da Draghi, ma una possibile crisi politica profonda già con le presidenziali francesi del 2027.
L’Unione Europea e’ ancora in tempo per armarsi di maggiore coraggio e di procedere anche a maggioranza adottando gli eurobond, stimolando la crescita e potenziando la sicurezza dei cittadini .
Speriamo che imbocchi questa strada!

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