Interviene Mons. Massimiliano Palinuro, Vicario Apostolico di Istanbul
Il 9 febbraio, in occasione della solennità di S. Alessandro, patrono di Melfi, inaugurazione delle celebrazioni per i 950 anni dalla fondazione della cattedrale della città. L’evento con la partecipazione di Mons. Massimiliano Palinuro, Vicario Apostolico di Istanbul e Amministratore Apostolico di Costantinopoli. Nel Salone degli Stemmi dell’episcopio l’avvio della celebrazione alla presenza del Sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione e di tutti i primi cittadini della diocesi unitamente alle autorità civili e militari. Al tavolo della presidenza Mons. Palinuro con il Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, Ciro Fanelli. Ad aprire Mons. Ciro Guerra, direttore Ufficio Diocesano Beni culturali della diocesi e il Sindaco Maglione, che ai saluti istituzionali hanno unito la storia della cattedrale, la sua magnificenza, la presenza di opere d’arte, la sua intitolazione a Santa Maria Coeli, voluta da Roberto il Guiscardo, la sua centralità in concili papali a partire dal primo nel 1059, dove Papa Nicola II gettava le basi di una nuova chiesa. Insieme di una Melfi, luogo di promulgazione delle Costituzioni di Federico II. Con i 950 anni della cattedrale anche la celebrazione del 400esimo anniversario dell’arrivo delle reliquie di S. Alessandro, prelevate dalla catacombe di S. Callisto a Roma per incarico di mons. Deodato Scaglia, allo scopo di assegnare alla città un santo patrono, secondo le indicazioni del Concilio di Trento.
In rappresentanza della giunta regionale, l’assessore all’ambiente, Laura Mongelli, ha sottolineato la valenza della celebrazione, assicurando da parte della Regione la piena collaborazione per essere l’evento di grande apporto per l’intera Basilicata.
A sua volta Mons. Palinuro, che al plauso per l’iniziativa ha unito un severo monito sulle religioni.
Rifacendosi alla sua difficile opera in una terra divisa da vari credi, con grande vigore ha affermato che le religioni nel divenire fanatismo sono causa di divisione e di guerra. D’altronde le azioni di forza e farneticazioni di governanti non possono trovare giustificazione nella religione. Solo la fede alla luce del Vangelo unisce e affratella. A concludere il vescovo Fanelli, che ha posto l’accento sulla posa della prima pietra della veneranda e maestosa Cattedrale, intitolata alla Vergine Assunta, segno eloquente di una presenza sacra e civica che, per quasi un millennio, ha tessuto la vita spirituale, culturale e sociale di Melfi. Dopo una fugace visita di Mons. Palinuro al Museo Diocesano, ricco di reperti che narrano un iter storico millenario della chiesa di Melfi, pontificale nella Basilica Cattedrale. La solennità del rito, il presbiterio con la presenza di prelati e sacerdoti della diocesi, Mons. Palinuro assiso sullo splendido trono episcopale hanno ridato l’immagine di una cattedrale all’epoca dei concili. Il ricordo del vescovo Fanelli di un martire di oggi, Don Andrea Santoro, missionario in Turchia, accomunato al martirio di San Alessandro, è stato ripreso nell’omelia di Mons. Palinuro che ha fatto rivivere quel terribile atto di fanatismo, da lui vissuto, il sacerdote sparato a morte nella sua chiesa mentre pregava. Oggi egli è sulla scia tracciata con fervore e operosità da Don Santoro.
Una giornata densa di avvenimenti che apre ad un anno volto a celebrare, a quasi un secolo dalla sua fondazione la cattedrale di Melfi, testimonianza di fede e di storia di una comunità.