Le principali economie stanno già integrando sistemi di intelligenza artificiale nelle filiere industriali, nella logistica e nella gestione dei dati. Questo processo sta producendo effetti concreti sulla produttività e sulla capacità di competere sui mercati globali. Anche in Italia la corsa all’intelligenza artificiale è iniziata, ma procede ancora lentamente. Secondo una ricerca della Banca d’Italia, nel 2024 solo l’11,2% delle imprese con almeno 50 dipendenti utilizza tecnologie di IA nei propri processi aziendali, mentre un ulteriore 28,4% prevede di adottarle entro due anni. I dati Eurostat confermano il ritardo: le imprese italiane che utilizzano l’IA sono circa l’8,2%, contro una media europea del 13,5%. Allo stesso tempo, le aziende che hanno già introdotto queste tecnologie mostrano risultati concreti. La produttività del lavoro cresce di oltre il 5% e il margine operativo per dipendente aumenta in media di quasi il 12%”. In tale prospettiva nasce l’Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti”, promosso alla Camera su iniziativa dell’onorevole Antonio Baldelli e sostenuto da parlamentari appartenenti a diverse forze politiche. L’obiettivo è affrontare in modo strutturale il rapporto tra innovazione tecnologica, sviluppo economico e ruolo dell’Italia nei mercati globali. L’Intergruppo ha organizzato i propri lavori in diverse commissioni tematiche dedicate ai principali ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale. In questo quadro mi è stato affidato il coordinamento della Commissione “Mercati emergenti, industria e innovazione”, che si occuperà del rapporto tra trasformazione tecnologica, sviluppo industriale e presenza delle imprese italiane nei mercati internazionali”. La sfida è costruire un dialogo stabile tra istituzioni, industria, ricerca e sistema finanziario sul tema dell’intelligenza artificiale. Senza questo raccordo il rischio è che l’Intelligenza Artificiale resti una promessa tecnologica più che una leva concreta di crescita economica. Nei prossimi anni la competitività del sistema produttivo italiano dipenderà sempre più dalla capacità di integrare innovazione, capitale e strategia industriale.
In Italia la corsa all’intelligenza artificiale procede ancora lentamente