La Cucina Italiana patrimonio dell’umanità grazie anche a Federico II di Franco Cacciatore

digiema
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L’Imperatore ha nobilitato l’arte culinaria nazionale. Nel suo ricettario “Il Meridionale” la gastronomia, in particolare del Sud, è divenuta mensa di corte.

La cucina italiana, la prima nel mondo, entra a far parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. Un riconoscimento importante che nel campo della gastronomia tiene molto alto il nome dell’Italia riportandoci al grande Federico II, cultore, tra l’altro, di arte culinaria. Lo “Stupor mundi” autore delle Costituzioni di Melfi e dell’Arte Venandi cum avibus, è stato anche autore di ricettari di cucina, raccolti in un libro da Anna Martellotti. Nel “Liber de coquina” (libro di cucina) scritto in latino, dal 1240 al 1250, tratta la gastronomia internazionale. Nel libro antecedente (1240) “Il Meridionale” si sofferma sulla cucina italiana, in particolare del Sud Italia, unendo componenti e modalità di preparazione, che eleva a pranzo di corte. L’attenzione è particolare, tanto da ricollegarsi alla sua rinomata Scuola Medica Salernitana per suggerire un’alimentazione sana ispirata agli studi e alla pratica del mondo arabo che, a sua volta, si rifaceva alla scienza medica greca di Ippocrate e di Galeno. Da parte di Federico, pertanto, una vera e propria valorizzazione della nostra arte culinaria, coniugata alla cura della mensa. La sua passione per la cucina trova rispondenza nel ricco vasellame di grande pregio, importato dalla Sicilia ad opera di artigiani che conservavano la tradizione araba, ritrovato nella torre del castello di Melfi, originario butto del maniero e ora sezione medioevale del Museo “Massimo Pallottino”. Vi sono meravigliose ceramiche decorate con animali e scene di caccia, vetri, bicchieri, coppe, bottiglie ornate di pregevoli decorazioni a smalto e bacini ornamentali di una magnificenza davvero reale. E se all’epoca la poesia siciliana venne soppiantata da quella toscana, che divenne la lingua italiana, la gastronomia nazionale raccolta dall’Imperatore conquistò i ceti colti e soprattutto gli scrittori d’Italia, confermando come i costumi alimentari si accompagnassero alle più importanti manifestazioni letterarie e scientifiche.
Per il riconoscimento Unesco abbiamo, pertanto, l’obbligo di ringraziare anche Federico II, che ha dato titolo di regalità alla cucina italiana.

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