Il fondo storico della Biblioteca Racioppi di Moliterno rappresenta un patrimonio culturale di valore inestimabile, non solo per la comunità locale ma per l’Italia.
È il cuore identitario dell’attuale Biblioteca Comunale, il luogo in cui la storia, la memoria e l’intelligenza civile di Moliterno si sono stratificate nel tempo, trasformandosi in bene pubblico e risorsa collettiva.
La storia della Biblioteca Racioppi si colloca nel solco del grande cambiamento che segue l’Unità d’Italia. In quegli anni, la costruzione dello Stato nazionale passa anche attraverso l’alfabetizzazione, la circolazione delle idee, l’accesso ai libri. È in questo contesto che matura la scelta decisiva di Giacomo Racioppi, intellettuale di primo piano del Mezzogiorno postunitario, di donare la propria biblioteca al Comune di Moliterno affinché diventasse pubblica. Una “biblioteca popolare” era già stata istituita nella cittadina lucana, la donazione di Racioppi la impreziosì in modo determinante, facendola diventare una delle raccolte librarie più importanti del meridione.
Racioppi (1827–1908), storico, giurista, uomo politico e protagonista del dibattito sulla storia della Basilicata e sulla “questione meridionale”, concepisce il libro come strumento di emancipazione civile. La sua donazione non è un atto privato, ma un gesto profondamente politico e democratico: rendere accessibile il sapere, sottrarlo all’esclusività dell’élite e consegnarlo alla comunità.
A questa prima, fondamentale donazione si aggiunge quella di Francesco Lovito, altro moliternese illustre del secolo XIX, che contribuisce ulteriormente all’accrescimento del fondo, consolidando il profilo della biblioteca come deposito della migliore produzione culturale locale e nazionale.
Il fondo storico della Biblioteca Racioppi conserva materiali di eccezionale valore: un incunabolo (stampato a Venezia nel 1490), testimonianza rarissima delle origini della stampa. Le maggiori opere dei grandi moliternesi dell’800: alcuni manoscritti di Ferdinando Petruccelli della Gattina, uno dei più originali e scomodi intellettuali dell’Ottocento italiano, giornalista, scrittore, polemista anticlericale e osservatore acuto dell’Europa del suo tempo; le opere del Generale Giuseppe Parisi, fondatore della Nunziatella di Napoli, figura centrale nella storia dell’educazione militare e civile del Regno; i trattati medici di Michele Del Monte tra i massimi esperti di oftalmologia d’Europa e tra i più grandi oculisti; ma anche le opere dell’Avv. Domenico Cassini, ricercatissime dai cultori del diritto, si aggiungono a una ricchissima presenza delle opere dei grandi moliternesi dell’Ottocento, che fanno della biblioteca una vera e propria custodia dell’identità intellettuale locale.
Di straordinario fascino è la “Miscellanea Racioppi”, raccolta che restituisce il laboratorio mentale dello studioso: opuscoli, libri, estratti, testi eterogenei rilegati in centinaia di volumi che documentano il metodo di lavoro, le letture e le curiosità di un intellettuale europeo radicato nel suo territorio.
Il fondo comprende, inoltre, numerosissime cinquecentine e seicentine, spesso di qualità editoriale eccezionale e ad una consistente presenza di testi del Settecento; volumi rari, e in alcuni casi unici, che rendono la biblioteca un punto di riferimento per la ricerca storica, letteraria e bibliografica.
Oggi, dopo decenni di attesa, si è finalmente compiuta una svolta decisiva. Grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura, tramite la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Basilicata, l’intero fondo storico è stato catalogato secondo criteri scientifici, restituendo piena visibilità e dignità biblioteconomica a un patrimonio che rischiava di rimanere silenzioso.
A questo risultato si affianca la collaborazione con il CNR, che apre una nuova stagione di studi e ricerche interdisciplinari, capaci di valorizzare il fondo non solo come insieme di libri, ma come sistema complesso di relazioni culturali, storiche e sociali.
Alcuni volumi sono già stati oggetto di digitalizzazione grazie a un finanziamento PNRR della Regione Basilicata, un passaggio fondamentale che consente di conciliare tutela e accesso: proteggere gli originali e, al tempo stesso, aprire questo patrimonio al mondo, rendendolo consultabile da studiosi, studenti e cittadini ovunque si trovino.
La Biblioteca Racioppi racconta anche una storia più ampia: quella di Moliterno come centro di produzione culturale, capace, soprattutto nell’Ottocento, di esprimere figure di rilievo nazionale e internazionale. I libri conservati nel fondo storico sono lo specchio di una comunità che dialoga con Napoli, con l’Italia unita, con l’Europa delle idee.
In questo senso, la biblioteca non è soltanto un luogo di conservazione, ma una mappa delle relazioni culturali di Moliterno: le reti intellettuali, le influenze, i conflitti, le speranze di una classe dirigente che vedeva nella cultura lo strumento principale di progresso civile.
Per questo oggi la Biblioteca è un patrimonio che può fruttare. Valorizzare il fondo storico della Biblioteca Racioppi significa investire in sviluppo culturale, turistico e sociale. Un patrimonio bibliografico di questo livello può generare: ricerca scientifica e nuove pubblicazioni; turismo culturale qualificato; percorsi educativi per le scuole e le università; iniziative di divulgazione, mostre documentarie, eventi pubblici; progetti digitali capaci di collegare Moliterno ai grandi circuiti culturali nazionali e internazionali.
La cultura non consuma il territorio, ma lo rafforza. Accende l’amore per una storia che è condizione indispensabile per restare.
Più in profondità, la Biblioteca Racioppi incarna un’idea alta e attualissima di biblioteca come luogo di democrazia. Fin dalla donazione di Giacomo Racioppi, il principio fondante è chiaro: il sapere deve essere pubblico, condiviso, libero.
Le biblioteche sono presìdi di diritti: il diritto allo studio, all’informazione, alla partecipazione consapevole alla vita civile. Sono spazi in cui le differenze sociali si attenuano.
In un’epoca di informazioni frammentarie e di memorie corte, il fondo storico della Biblioteca Racioppi ricorda che la conoscenza ha bisogno di tempo, di cura e di luoghi. Custodirlo e valorizzarlo significa non solo salvare dei libri antichi, ma difendere l’idea stessa di una comunità fondata sulla cultura, sulla libertà di pensiero e sulla responsabilità civile.
Moliterno, attraverso la sua biblioteca, continua così a parlare al mondo: con la voce dei suoi libri, della sua storia e dei suoi uomini migliori.
Il fondo storico della Biblioteca Racioppi di Moliterno: un patrimonio che parla al mondo di Antonio Rubino