L’Attacco USA all’Ordine Mondiale Postbellico. I paesi europei prendino le distanze da Trump di Dino Nicolia

digiema
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Negli ultimi anni, l’amministrazione di Donald Trump ha rappresentato un punto di svolta significativo nel panorama geopolitico globale. Con le sue scelte politiche, il presidente americano ha intrapreso una direttrice opposta rispetto a quella dell’ordine mondiale costruito nel secondo dopoguerra. Le sue promesse di risolvere rapidamente i conflitti internazionali, a partire dalla guerra in Ucraina, si sono rivelate infondate e, paradossalmente, hanno contribuito ad intensificare le tensioni globali. Una delle dichiarazioni più preoccupanti del periodo trumpiano è stata l’adozione di una retorica e di politiche commerciali aggressive, che hanno dato origine a una vera e propria guerra dei dazi. Queste azioni non solo hanno messo in discussione le alleanze storiche che hanno sostenuto la stabilità internazionale per decenni, ma hanno anche ribaltato il principio fondamentale di cooperazione multilaterale, alimentando un clima di sfiducia tra le nazioni.
L’approccio di Trump ha rimesso in discussione le basi del diritto internazionale, riaffermando il concetto del “diritto del più forte”. Questa deriva ha avuto come conseguenza un progressivo indebolimento della diplomazia e delle istituzioni globali che, nel periodo post seconda guerra mondiale, avevano cercato di promuovere il dialogo e la cooperazione tra i paesi. L’illusione del governo italiano di fare da ponte tra le due sponde dell’Atlantico, sta crollando sotto i colpi della follia trumpiana. L’assenza di una visione comune e condivisa di sicurezza e governance internazionale rende difficile qualsiasi tentativo di mediazione nei conflitti attuali, inclusa la drammatica situazione in Ucraina. In questo contesto, l’Europa si trova di fronte a una scelta cruciale. È fondamentale che i paesi europei inizino a prendere le distanze da una leadership americana che ha dimostrato di non poter più esercitare un ruolo di guida responsabile. Questo distacco non significa abbandonare le alleanze, ma piuttosto cercare nuovi modi di cooperare sulla base di valori condivisi piuttosto che della mera forza. L’attuale leadership statunitense, con la sua agenda di divisione e tensione, non può più essere vista come un alleato affidabile per l’Europa. È arrivato il momento per gli stati europei di perseguire un’autonomia strategica, di rafforzare le proprie capacità diplomatica e militari e di promuovere un dialogo costruttivo con tutte le potenze globali, a partire da una posizione di unità e solidarietà. In conclusione, la sfida per l’Europa è chiara: non solo resistere alle ondate di caos e tensione portate dall’approccio di Trump, ma anche impegnarsi attivamente per ricostruire un ordine mondiale che sia equo e sostenibile, ponendo al centro il rispetto del diritto internazionale e della cooperazione pacifica. Solo così potremo affrontare le sfide del nostro tempo, in un ambiente globale sempre più complesso e interconnesso.

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