Ogni anno il due febbraio, vi è l’usanza per la chiesa cattolica di celebrare la festa della candelora. Molti artisti si sono accostati al tema, fornendoci ancora oggi straordinarie opere d’arte sacra riguardanti la presentazione di Cristo al tempio per la circoncisione, avvenuta quaranta giorni dopo la sua nascita. Anche nella storia dell’arte lucana, è possibile trovare testimonianze pittoriche raffiguranti tale tema. Basta recarsi a Lagonegro nella chiesa della candelora, già a sua volta scrigno di autentici tesori come ad esempio gli affreschi datati tra il XIV e il XVI sec., venuti alla luce nel 2012. L’opera qui proposta è una Presentazione di Gesù al tempio, pala d’altare della suddetta chiesa. Chi scrive, insieme all’amico Giuseppe Aromando, direttore del museo civico antropologico di Montesano Sulla Marcellana e all’amica Daniela Artusi, storica dell’arte, ritiene che si possa trattare di un opera la cui paternità spetta a Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, dall’antico nome di Satriano di Lucania, luogo natale del maestro. Si tratta di un interessante opera di cui a Lagonegro esistono in realtà due versioni, la seconda delle quali è conservata nella chiesa di San Nicola al Castello, databile allo stesso arco temporale. L’ipotesi di attribuzione al Pietrafesa circa la Presentazione di Gesù , è stata formulata osservando il modo di interpretare la luce, che invade letteralmente la scena andando a costruire le figure, gli oggetti e le architetture attraverso giochi di luci ed ombre, come ad esempio la colonna che appare sullo sfondo dietro al personaggio dalla veste rossa, chiaro riferimento alla Flagellazione di Cristo di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, opera eseguita dal maestro nel 1607 per la chiesa napoletana di San Domenico Maggiore. La presentazione di Cristo al Tempio della chiesa della Candelora di Lagonegro, ha una impostazione in diagonale e non frontale come avviene nel caso omonimo di San Nicola al Castello, con i personaggi disposti in maniera semicircolare intorno all’altare ai cui lati in primo piano sono raffigurati il vecchio Simeone, sommo sacerdote del tempio di Gerusalemme, nell’atto di aver tra le mani il Bambino che a sua volta benedice la Vergine, inginocchiata anch’essa in primo piano. Tutto è pronto per iniziare il rito della circoncisione, a cui tutti i bambini erano sottoposti dopo la nascita. L’artista ha qui inserito anche gran parte degli oggetti liturgici tipici di tale rituale ed in generale appartenenti alla religione ebraica come ad esempio la menorah, il candelabro a sette braccia, uno dei simboli più antichi della religione ebraica. alla base dell’altare, abbiamo una figura femminile scolpita, mentre dall’alto all’interno di un cerchio giallo di luce, la colomba, simbolo dello spirito santo, entra in scena dall’alto. Come già detto, la luce è la vera protagonista del dipinto e questo è un aspetto teologico molto importante. Bisogna infatti ipotizzare che alla base del dipinto vi sia stata come fonte di ispirazione la seguente frase detta da Cristo nel Vangelo di Giovanni Io sono la luce nel mondo oppure, come forse voluto da chi ha commissionato l’opera probabilmente al Pietrafesa, altra fonte di ispirazione più plausibile datasi la collocazione del dipinto potrebbe essere stata la definizione di Gesù come luce per illuminare le genti. Con La presentazione di Gesù al tempio attribuita al Pietrafesa nella chiesa della candelora di Lagonegro la storia dell’arte lucana ci permette di ammirare alcuni suoi lati nascosti. Pagine sconosciute ma che dimostrano come in Basilicata ed in particolar modo a Lagonegro siano giunte attraverso un linguaggio complesso ma semplice allo stesso tempo, le grandi novità apportate dal rinnovamento del linguaggio pittorico artistico seicentesco
La presentazione al tempio della chiesa della candelora di Lagonegro