Premio “Il tuo segno nel tempo”: tra gli artisti partecipanti anche lo storico dell’arte di Spigno Saturnia Marco Tedesco”

digiema
3 Min Read

Si è svolta a Palermo con un grande successo di pubblico dal 22 al 29 marzo 2026 la mostra inerente al premio “Il tuo segno nel tempo”, alla quale ha aderito un vasto numero di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. La mostra, organizzata dalla fondazione Effetto Arte di Palermo, ha aperto i battenti domenica 22 marzo 2026 con gli interventi di Sandro Serradifalco curatore del progetto, Alberto Castiglione della fondazione Danilo Dolci, Alberto Biondo del Centro Sviluppo Creativo.
Tanti i temi trattati dagli artisti nell’ambito di questa prima mostra: dal mare alla legalità fino a temi onirici, ogni artista si è presentato al pubblico di Palermo attraverso un linguaggio a lui consono: dall’acquarello fino alla pittura acrilica e alla pittura ad olio, passando per la combinazione di elementi. Gli artisti partecipanti, nell’ambito del vernissage della mostra hanno depositato la loro firma a sostegno del borgo Danilo Dolci. Tra gli artisti partecipanti anche lo storico dell’arte di Spigno Saturnia Marco Tedesco, da poco avvicinatosi alla pittura, selezionato per partecipare all’evento palermitano dall’art curator Roberta Papponetti della fondazione Effetto Arte.
Tedesco si è presentato a Palermo con un quadro dal titolo “Pensiere mieie, luvateve sti panne”, titolo ispirato all’omonima poesia di Eduardo De Filippo, proponendo nel capoluogo siciliano un personaggio simbolo della tradizione napoletana, Pulcinella, che allo stesso tempo diventa per una settimana un ponte tra Napoli e la Sicilia, non a caso uno dei suoi grandi interpreti fu il siciliano Vincenzo Cammarano detto Giancola, la cui maschera oggi si trova esposta nella sezione teatrale del museo di San Martino di Napoli. Come ha scritto Sandro Serradifalco nella scheda riferita al dipinto di Marco Tedesco reperibile dal sito https://www.insiemeperilborgo.it/marco-tedesco/ l’opera richiama l’universo di Pulcinella, tema ricorrente nella pittura di Marco Tedesco e “icona della cultura partenopea e simbolo di ironia, saggezza popolare e malinconia esistenziale. La sua presenza introduce un elemento teatrale che trasforma la scena in un dialogo tra realtà e rappresentazione, tra vita quotidiana e riflessione filosofica”, facendo in modo che “In “Pensiere mieie, luvateve sti panne” la pittura diventa così una riflessione visiva sulla condizione umana, filtrata attraverso l’ironia e la profondità della tradizione teatrale napoletana. L’opera suggerisce che i pensieri, proprio come suggerisce il titolo poetico, possano diventare pesi o maschere da cui liberarsi, trasformando la scena pittorica in un luogo di introspezione e consapevolezza”.

Condividi