La dichiarazione di Nick Thomas-Symonds, ministro britannico per l’Europa, riassume perfettamente la nuova realtà che emerge a dieci anni dalla Brexit: “Non torneremo nell’Unione ma il mondo è cambiato: difesa, sicurezza, commercio, se cooperiamo saremo tutti più forti.” Questo appello alla cooperazione si inserisce in un contesto geopolitico profondamente trasformato e ha il potenziale di influenzare significativamente anche le regioni del sud Italia, come la Basilicata. Mentre il Regno Unito proclama di non voler ritornare nell’Unione europea, emerge un rinnovato interesse per il rafforzamento delle relazioni con i paesi europei, un trend che può rappresentare un’opportunità significativa per le aree più vulnerabili del nostro paese.
La nozione infatti che “se cooperiamo saremo tutti più forti” assume un significato cruciale a dieci anni di distanza dalla Brexit. Le regioni meridionali dell’Italia, in costante difficoltà economica e sociale, possono avvantaggiarsi notevolmente da un modello di cooperazione che promuova la costruzione di reti di supporto e innovazione. La Basilicata, in particolare, potrebbe beneficiare di questo scenario, poiché la cooperazione con il Regno Unito potrebbe non solo aumentare l’occupazione, ma anche incentivare un clima di fiducia e invogliare investitori.
La sicurezza, che si traduce in stabilità economica e sociale, diventa pertanto un elemento chiave per il rilancio del Sud Italia. Una regione sicura, attrattiva e ben integrata nel panorama internazionale è in grado di attrarre investimenti e nuove opportunità di lavoro. Questi aspetti sono fondamentali per il futuro economico delle regioni meridionali, alla ricerca di una nuova identità e di un nuovo slancio.
Il ritorno di programmi come Erasmus, ora ridefinito per favorire nuove opportunità di mobilità giovanile tra il Regno Unito e le nazioni europee, rappresenta un cambiamento significativo. L’obiettivo è promuovere non solo il semplice scambio di studenti, ma anche un arricchimento culturale e professionale che può trasformare la vita di molti giovani lucani.
La Basilicata, tradizionalmente percepita come un’area marginale, avrebbe l’opportunità di diventare un centro di scambio culturale ed educativo. Un afflusso di idee e talenti potrebbe contribuire a contrastare la fuga dei cervelli, favorendo un rinnovato senso di appartenenza tra i giovani e creando localmente opportunità professionali. Le istituzioni devono prepararsi a sostenere questa evoluzione, facilitando l’accesso ai programmi di scambio e incoraggiando i giovani a partecipare attivamente.
Dal punto di vista economico, inoltre, la cooperazione tra il Regno Unito e l’Italia offre innumerevoli possibilità. Grazie alla sua posizione strategica il Mezzogiorno avrebbe il potenziale di diventare un hub commerciale non solo per il Mediterraneo, ma anche per gestire scambi tra il Regno Unito e altre regioni europee.
Il rafforzamento delle relazioni commerciali potrebbe tradursi in un incremento dell’occupazione e dello sviluppo economico. Le aziende locali sono chiamate a prepararsi a cogliere queste nuove opportunità, sfruttando sinergie e investendo in innovazione. La capacità di adattamento e la volontà di collaborare con altri attori economici saranno determinanti per incrementare la competitività della Basilicata e delle sue imprese.
Tuttavia, nonostante le opportunità presentate dalla cooperazione post-Brexit, è fondamentale affrontare anche il lato scettico della questione: la Basilicata si trova attualmente in una fase di costante decremento demografico. Questo è un fattore critico che potrebbe ostacolare la raccolta delle sfide venute a crearsi. La fuga dei giovani verso centri urbani o all’estero rappresenta un’emergenza che ha radici profonde e complessive.
L’incertezza sul futuro della regione solleva pertanto interrogativi legittimi: sarà la Basilicata in grado di attrarre i talenti necessari per sfruttare queste opportunità? La mancanza di infrastrutture adeguate, di servizi e di un ecosistema economico proattivo può limitare le possibilità di crescita e di sviluppo. Inoltre, la tradizione di scarsa partecipazione civica e il disinteresse nei confronti delle istituzioni possono ostacolare l’impegno necessario per rispondere alle nuove opportunità.
Il successo di questo sviluppo è subordinato a “due condizioni” essenziali: l’impegno nella formazione e nello sviluppo delle competenze e il supporto all’iniziativa imprenditoriale. Per quanto riguarda il primo aspetto, le istituzioni locali devono adottare un approccio proattivo nella preparazione dei giovani alle sfide del mercato del lavoro globale. È fondamentale promuovere l’istruzione, le competenze tecniche e l’innovazione per garantire che i giovani siano pronti a rispondere alle esigenze di un’economia in evoluzione. Per quanto riguarda il secondo, è essenziale che le politiche regionali sostengano le piccole e medie imprese (PMI), che giocano un ruolo cruciale nell’economia del Sud Italia. Investire in programmi che favoriscano l’innovazione, l’accesso ai finanziamenti e la partecipazione ai network internazionali sarà determinante per far crescere la capacità imprenditoriale locale.
In conclusione, la nuova era della cooperazione post-Brexit presenta sfide e opportunità senza precedenti per il Sud Italia. L’interesse del Regno Unito a stabilire relazioni di cooperazione rafforzata offre un terreno fertile per il rilancio economico e sociale di queste regioni. Tuttavia, le incertezze legate al decremento demografico e alle difficoltà strutturali richiedono un impegno serio e coordinato da parte di tutte le parti interessate. Vanno sfruttate le opportunità di mobilità giovanile e lo sviluppo di sinergie commerciali per posizionarsi come attori dinamici e innovativi nel contesto europeo. Solo attraverso un impegno sincero e coordinato sarà possibile costruire un futuro più prospero e inclusivo, in cui ogni regione possa beneficiare del progresso e della stabilità, trovando nel Regno Unito un partner attivo e impegnato. La vera sfida per la Basilicata sarà quella di trasformare queste opportunità in realtà tangibili, superando la narrativa di una regione in declino e costruendo un futuro di speranza e crescita.
*Da “Il Quotidiano”