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digiema
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Premesso che non sono un tifoso di Giorgia Meloni; non la condivido politicamente, come non condivido il centrodestra, ma questo non mi costringe al silenzio di fronte alle recenti, inqualificabili dichiarazioni di Donald Trump nei confronti della Presidente del Consiglio. Si tratta di affermazioni che superano i confini della normale dialettica politica, sfociando nel fango della pura volgaritΓ  diplomatica.
Liquidare l’incontro istituzionale, avvenuto a margine del recente vertice internazionale, affermando che la premier italiana lo avrebbe “implorato per una foto” e che lo scatto sarebbe stato concesso solo “per pena”, rappresenta un attacco frontale non solo alla persona, ma soprattutto alla dignitΓ  dell’Italia e delle sei istituzioni; davanti a questo gratuito e sguaiato esibizionismo, non si Γ¨ fatta attendere la doverosa reazione di Palazzo Chigi con una smentita ferma, netta e priva di timori referenziali: “Dichiarazioni totalmente inventate. Io e l’Italia non imploriamo mai”, ha replicato la premier.
Una risposta che difende con orgoglio l’immagine della nazione e che ha raccolto l’immediata solidarietΓ  del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, oltre al fermo segnale diplomatico del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il quale ha prontamente annullato la sua imminente visita negli Stati Uniti. L’Italia unita deve respingere, senza se e senza ma, i deliri di chi scambia la diplomazia globale per un palcoscenico da reality show.
Questo episodio non Γ¨ un caso isolato, ma il sintomo di una patologia politica ben piΓΉ profonda. Trump, con le sue continue giravolte, i ricatti geopolitici e le aggressioni verbali ad alleati storici, sta scientemente demolendo la rete di alleanze euro-atlantiche che ha garantito in Europa stabilitΓ  per quasi un secolo. Mentre si mostra paradossalmente accondiscendente con le autocrazie e con i nemici giurati della democrazia occidentale; il tycoon riserva il trattamento peggiore ai partner europei, colpevoli solo di non piegarsi ciecamente ai suoi diktat e di mantenere una linea di fermezza e responsabilitΓ  nelle crisi internazionali.
È cosΓ¬ che Trump si fa artefice del tramonto del “Sogno Americano”. Il vero dramma, tuttavia, Γ¨ che le folli posture politiche e militari del tycoon non stanno danneggiando soltanto l’Europa, stanno logorando dall’interno la stessa nazione americana. Un tempo gli Stati Uniti potevano ritenersi il “faro della democrazia”, il simbolo di un’autoritΓ  morale fondata sul rispetto, sulla cooperazione e sui valori condivisi: quel tessuto ideale che ha alimentato per generazioni il mito americano.
Oggi quell’ideale appare definitivamente oscurato da una leadership che preferisce l’isolazionismo rancoroso alla grandezza generosa, il bullismo da operetta alla statura geopolitica. Trasformando la Casa Bianca nel centro di personalismi e decisioni umorali, Trump sta privando l’America della sua risorsa piΓΉ grande: la credibilitΓ  internazionale.
L’Italia deve dimostrare, oggi piΓΉ che mai, di saper camminare a testa alta. Resta da capire per quanto tempo ancora il popolo americano tollererΓ  che la propria bandiera venga associata a una condotta che ferisce gli alleati storici e impoverisce, giorno dopo giorno, l’anima stessa degli Stati Uniti.

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