Geopolitica delle infrastrutture. Territori e assetto dinamico del Mediterraneo

digiema
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L’intervento propone una lettura sistemica del ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali e delle città nel Mediterraneo contemporaneo, interpretato come spazio geo-strategico complesso e dinamico, non più marginale ma configurabile come medioceano delle relazioni economiche, infrastrutturali e politiche globali. In tale prospettiva, emerge in particolare il ruolo dell’Italia e del Sud del Paese quale snodo strategico nello spazio euromediterraneo. Superando una trattazione esclusivamente disciplinare dell’urbanistica, la riflessione colloca la dimensione territoriale ben oltre il fenomeno urbanistico, all’interno di un campo spaziale esteso mare/terra, in cui città/porti/aeroporti assumono il ruolo di nodi strutturanti di reti multilivello.
La dimensione europea è trattata attraverso la strategia delle reti TEN-T, all’interno della quale le città mediterranee sono analizzate come elementi connettivi di un sistema euromediterraneo e globale, attraversato da flussi materiali e immateriali – persone, merci, energia e dati – che incidono profondamente sulla ridefinizione delle funzioni urbane, delle gerarchie territoriali e delle forme di governance. Tali dinamiche sono lette in una visione strategica ampia, di scala nazionale e di area vasta, in relazione alle sfide poste dalla twin transition.
In questo quadro, le infrastrutture di trasporto, energetiche e digitali assumono una valenza strategica, configurandosi come dispositivi generatori di nuovi spazi, nuovi paesaggi e nuove catene del valore. L’analisi si colloca all’interno delle attuali dinamiche geopolitiche, segnate da conflitti, instabilità, transizione ecologica ed energetica, accelerazione digitale e ridefinizione delle rotte commerciali globali, con particolare attenzione al ruolo emergente di nuovi attori internazionali e dei Paesi BRICS. Il Mediterraneo emerge così come spazio di competizione e cooperazione, in cui città-porto, stretti e grandi corridoi infrastrutturali assumono una funzione strategica anche in relazione al riposizionamento dell’Europa e dell’Italia attraverso le reti TEN-T, la portualità e le infrastrutture critiche. La riflessione si conclude evidenziando la necessità di una visione di lungo periodo e di un possibile patto mediterraneo per l’innovazione, fondato su infrastrutture intelligenti, giustizia spaziale, integrazione tra politiche e leadership urbana consapevole, alla luce della relazione tra transizione digitale ed energetica, adattamento climatico e sostenibilità territoriale.
In tale quadro dinamico, il ruolo delle macroregioni può costituire una dimensione di riferimento per strategie a geometrie variabili e scenari competitivi orientati a una giusta transizione.

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