La Protezione Civile e le falsità storiche: Riflessioni sul sisma e sulla solidarietà

digiema
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Recentemente, in occasione del 50° anniversario del terremoto in Friuli, alcuni telegiornali hanno celebrato la nascita della Protezione Civile nel 1976, propinando una narrazione storica inaccurata. Un’affermazione ripetuta è che questo modello di protezione fosse già all’opera nel contesto del terremoto friulano. Tuttavia, da vicesindaco di Ruvo del Monte, un comune distrutto e testimone diretto del sisma del 1980 in Irpinia e Basilicata, posso testimoniare l’assoluta mancanza di soccorsi tempestivi e le lacune nei sistemi di emergenza in quel periodo.
Dieci giorni di completo silenzio caratterizzarono l’intervento dell’esercito italiano, che si presentò senza alcuna attrezzatura adeguata, mentre centinaia di vite si spegnevano sotto le macerie. La Protezione Civile, di fatto, venne istituita solo anni dopo, grazie al lavoro del Commissario Zamberletti, a dimostrazione che il modello di soccorso era ancora da sviluppare.
Al contrario, il modello lucano si era contraddistinto per la forte solidarietà e i gemellaggi attivati tra i Comuni del Nord e del Sud, creando un sistema di supporto morale e materiale inaspettato e molto apprezzato. Ricordo con nostalgia il clima di unità e l’efficacia di queste collaborazioni, specialmente con la città di Bologna, ancora scossa dalla strage del 2 agosto.
Zamberletti, un uomo di grande umanità e competenza, credeva nel protagonismo e nell’autogestione dei comuni colpiti. Questo approccio si oppose alle imposizioni centralizzate e al dirigismo che caratterizzò l’epoca, promuovendo invece una ripresa più in sintonia con le esigenze locali e le risorse esistenti. Al contrario, la gestione delle emergenze si scontrò con un’industrializzazione poco rispettosa delle comunità e delle loro tradizioni, portando a una crescente desertificazione industriale e a una gestione delle risorse pubbliche inefficace.
In conclusione, mentre riconosciamo e onoriamo i contributi del Sindaco Zangheri e di Zamberletti, non possiamo dimenticare il ruolo cruciale degli amministratori lucani e i loro sforzi per una ricostruzione intelligente. La rinascita dei centri storici di Potenza, Guardia Perticara, Ruvo del Monte e Brienza è un esempio tangibile di come la solidarietà e la cooperazione possano tradursi in risultati concreti e duraturi. La memoria di questi eventi rimane viva, testimoniando che la vera forza risiede nell’unità e nella capacità di agire insieme, anche nei momenti più critici.

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